{"id":5956,"date":"2026-04-17T08:54:54","date_gmt":"2026-04-17T08:54:54","guid":{"rendered":"https:\/\/strange-roentgen.82-165-63-173.plesk.page\/?page_id=5956"},"modified":"2026-04-17T08:55:20","modified_gmt":"2026-04-17T08:55:20","slug":"come-si-svolge-la-terapia-cognitivo-comportamentale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/strange-roentgen.82-165-63-173.plesk.page\/index.php\/come-si-svolge-la-terapia-cognitivo-comportamentale\/","title":{"rendered":"Come si svolge la terapia cognitivo-comportamentale?"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"5956\" class=\"elementor elementor-5956\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-03d7c2c elementor-section-full_width qodef-elementor-content-grid elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"03d7c2c\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8d0dace\" data-id=\"8d0dace\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-20eeb79 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"20eeb79\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>In primo luogo, l\u2019approccio cognitivo-comportamentale non utilizza il lettino, come succede in varie forme di terapia psicoanalitica, con il paziente disteso che guarda davanti a s\u00e9 e il terapeuta alle sue spalle; in questo approccio psicoterapeuta e cliente parlano guardandosi negli occhi, e per questo sono seduti uno di fronte all\u2019altro (su sedie spesso separate da una scrivania, ma anche su poltroncine disposte come in un salotto).<\/p><p>Il ricorso alla scrivania, lungi dal voler \u201callontanare\u201d psicoterapeuta e paziente, riporta alla metafora della terapia cognitiva come incontro fra Esperti: il paziente come maggior Esperto \u201cmondiale\u201d di se stesso, e il terapeuta come Esperto nel metodo terapeutico cognitivo-comportamentale. Dovendo paziente e terapeuta <em>lavorare<\/em> <em>insieme<\/em>, mettendo a confronto e condividendo le informazioni e gli strumenti di cui sono rispettivamente esperti, \u00e8 quindi comprensibile come il setting pi\u00f9 naturale e adeguato sia una scrivania operativa, con due o pi\u00f9 sedie ai lati. Non a caso, sulla scrivania di un terapeuta cognitivo-comportamentale sar\u00e0 frequente trovare penne e fogli a disposizione di entrambi, nel caso si renda utile o necessario fare uno schizzo, sottolineare un concetto, segnarsi un punto cruciale da memorizzare o condividere.<\/p><p>I primi incontri si focalizzano sulla definizione e comprensione dei problemi presentati dal paziente; il terapeuta, per rendere pi\u00f9 rapida e approfondita questa prima fase diagnostica, pu\u00f2 avvalersi, oltre che del colloquio clinico, di test e strumenti psicodiagnostici.<\/p><p>Al termine della fase di assessment \u2013 o di analisi e valutazione del problema, che pu\u00f2 durare da uno a tre o quattro incontri \u2013 il terapeuta propone al cliente un contratto terapeutico, in cui riassume gli elementi emersi, prospetta le prime ipotesi diagnostiche e propone un <em>progetto terapeutico<\/em>, corredato da strategie e obiettivi concreti, chiari e plausibili.<\/p><p>Negli incontri successivi professionista e cliente danno inizio all\u2019intervento terapeutico vero e proprio; a differenza che in altri approcci, la relazione terapeutica \u00e8 simmetrica e basata su un piano di parit\u00e0 e collaborazione: terapeuta e paziente <em>lavorano insieme<\/em> per comprendere e risolvere i problemi portati dal paziente. Il terapeuta cognitivo-comportamentale chieder\u00e0 spesso al paziente commenti e feedback su come sta procedendo il lavoro terapeutico, cos\u00ec come attender\u00e0 che il paziente validi le ipotesi terapeutiche proposte, prima di considerarle effettive: l\u2019approccio cognitivo-comportamentale non prevede infatti la possibilit\u00e0 che il terapeuta possa convalidare o imporre teorie sul funzionamento mentale del paziente, che il paziente stesso non riconosca valide o non condivida \u2013 come invece succede nell\u2019approccio psicoanalitico, secondo cui se un paziente rifiuta l\u2019interpretazione dell\u2019analista, quasi certamente si sta difendendo e <em>deve<\/em> quindi accettare tale interpretazione a prescindere.<\/p><p>Gli incontri terapeutici \u2013 solitamente a cadenza settimanale, della durata di circa 50\/60 minuti \u2013 hanno una struttura precisa, a differenza di molti altri approcci, in cui i pazienti sono invitati a parlare liberamente di qualsiasi cosa passa loro per la testa.<\/p><p>L\u2019incontro inizia generalmente con un breve rapporto da parte del paziente su come \u00e8 trascorso l\u2019intervallo tra una seduta e l\u2019altra: se si sono verificati miglioramenti o peggioramenti, se sono accaduti eventi significativi, se \u00e8 stato possibile fare i compiti assegnati nell\u2019incontro precedente e i relativi risultati. Dopo una breve discussione sui compiti effettuati, psicoterapeuta e paziente riprendono il programma di lavoro interrotto nella seduta precedente, in linea con gli obiettivi terapeutici individuati e concordati all\u2019inizio della terapia. Al termine della seduta il terapeuta opera un breve riassunto degli elementi significativi emersi e assegna al paziente un altro compito, correlato ai contenuti emersi nel corso del lavoro appena effettuato, da eseguire nell\u2019intervallo che precede l\u2019incontro successivo.<\/p><p>La struttura appena delineata non \u00e8 naturalmente da considerarsi rigida o immodificabile \u2013 e infatti terapeuta e paziente sono liberi di apporvi variazioni ed eccezioni ogni qualvolta lo riterranno utile per l\u2019evoluzione della terapia; resta cionondimeno un elemento di fondamentale importanza per il progredire del lavoro terapeutico in quanto da una parte aiuta ad utilizzare il tempo a disposizione in maniera pi\u00f9 efficace, dall\u2019altra assicura che, coinvolti dal flusso di emotivit\u00e0 che spesso permea le sedute, non vengano tralasciati elementi importanti e significativi.<\/p><p>Le sedute di terapia cognitivo-comportamentale prevedono inoltre l\u2019illustrazione da parte del terapeuta del modello terapeutico e la spiegazione delle basi teoriche sottostanti a ogni intervento effettuato. Questo tipo di interazione educativa tra terapeuta e paziente ha l\u2019obiettivo di trasmettere ai pazienti gli elementi centrali del procedimento terapeutico in atto, in modo da far loro <em>acquisire un metodo per affrontare eventuali problemi futuri<\/em>.<\/p><p>L\u2019approccio cognitivo-comportamentale non si propone quindi unicamente l\u2019obiettivo di aiutare i pazienti a superare i problemi per cui hanno richiesto una terapia, ma si prefigge di trasmettere e insegnare loro le basi del processo terapeutico in modo che, una volta conclusa la psicoterapia, abbiano a disposizione <em>strumenti e linee guida per affrontare eventuali ostacoli o ricadute<\/em>.<\/p><p>Sul finire della terapia, quando saranno stati raggiunti gli obiettivi terapeutici prefissati e il paziente comincer\u00e0 a sentirsi meglio, le sedute potranno essere diradate nel tempo (inizialmente a cadenza quindicinale, poi mensile) fino alla conclusione. Terapeuta e paziente stabiliranno quindi se avvalersi di sedute di verifica \u2013 o follow-up \u2013 dei risultati raggiunti, a cadenza di qualche mese dalla conclusione della terapia.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-29f3602 elementor-section-full_width qodef-elementor-content-grid elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"29f3602\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cce58bb\" data-id=\"cce58bb\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1163880 elementor-widget elementor-widget-wellmont_core_section_title\" data-id=\"1163880\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wellmont_core_section_title.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-shortcode qodef-m qodef-section-title qodef-alignment--left\">\n\t\t\t<h3 class=\"qodef-m-title\" >\n\t\t\t\t\tSei pronto a iniziare il tuo percorso?\t\t\t<\/h3>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d8181b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3d8181b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Il primo passo \u00e8 spesso il pi\u00f9 difficile.<\/p><p>Contattami per una consulenza conoscitiva: insieme valuteremo se questo approccio \u00e8 quello giusto per te.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c494cef elementor-widget elementor-widget-wellmont_core_button\" data-id=\"c494cef\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"wellmont_core_button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"qodef-shortcode qodef-m qodef-button qodef-layout--textual qodef-html--link\" href=\"\" target=\"_self\"  >\n\t<span class=\"qodef-m-text\">Scrivimi<\/span>\n\t<svg class=\"qodef-svg--button-arrow qodef-m-arrow\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" xmlns:xlink=\"http:\/\/www.w3.org\/1999\/xlink\" width=\"8.856\" height=\"8.876\" viewBox=\"0 0 8.856 8.876\"><g transform=\"translate(573.854 -2065.977)\"><path d=\"M-1210.5-36.046v-7.477h-7.589\" transform=\"translate(645 2110)\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"1\"\/><line x1=\"8\" y2=\"8\" transform=\"translate(-573.5 2066.5)\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"1\"\/><\/g><\/svg><\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In primo luogo, l\u2019approccio cognitivo-comportamentale non utilizza il lettino, come succede in varie forme di terapia psicoanalitica, con il paziente disteso che guarda davanti a s\u00e9 e il terapeuta alle sue spalle; 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